Lettera22punto0 – Blog di Loris Pironi

26 giugno 2012

14 ottobre 2011

Fuori le storie dai cassetti. Perché (ri)nasce il romanzo d’appendice: pubblichiamo il nostro primo feuilleton

Come i nostri lettori avranno incominciato ad apprezzare, l’autunno porta sempre qualche novità in casa Fixing. Da un mese a questa parte abbiamo iniziato l’avventura della Terza Pagina, di stampo classico, con interviste a personaggi di spicco e con un respiro ampio. Oggi siamo lieti di annunciare un’altra ghiotta novità: per la prima volta sulle nostre pagine appare infatti un romanzo, a puntate.

S’intitola “Giovanni Meneghetti detto Gionson”, è l’opera prima (nonché ultima, e magari giunti alla fine vi dispiacerà un po’ per questa scelta), di Alessandro Carli, da anni una delle firme di Fixing. Per cominciare abbiamo scelto di giocare in casa, su un terreno sicuro, affidandoci a forze fresche e alla passione che ci accompagna in ogni spigolo (anche quelli più nascosti) del mestiere della scrittura.

Nelle prossime settimane il “Gionson” accompagnerà i lettori di Fixing (anche on line) in un percorso che sono sicuri vi lascerà qualcosa.

Poi, come Fixing, siamo pronti ad ospitare opere di altri scrittori o aspiranti tali. La nostra terza pagina non aspetta altro che storie che meritano di essere raccontate. Fatevi avanti. (more…)

7 maggio 2010

Dal 21 maggio 2010 San Marino Fixing, il “mio” San Marino Fixing, sbarca in edicola

Prima la notizia, senza troppi giri di parole, come si fa quando è importante. Da venerdì 21 maggio, San Marino Fixing sbarca in edicola. In tutte le edicole della Repubblica di San Marino (e qualcuna di Rimini). Si tratta di un passaggio importante per un giornale che da 18 anni arriva sulle scrivanie degli imprenditori e dei dirigenti sammarinesi. Perché questa decisione? Perché riteniamo che in un momento straordinario sia necessario uno sforzo straordinario. Il nostro sforzo è quello di informare, di aggiornare, di sviscerare i problemi. E pensiamo che sia arrivato il momento di rivolgerci ad un pubblico più ampio, a tutto il Paese, proprio per andare incontro all’esigenza di chi vuole essere informato sui nostri argomenti di sempre, che oggi sono di assoluta attualità. Continueremo sulla strada del rigore, dell’attenzione, dell’impegno giornalistico, delle inchieste e degli approfondimenti normativi, come sempre affiancati dalla ricerca delle best practices da cui farsi ispirare, e dall’immancabile sguardo oltre confine (perché è ampliando gli orizzonti che si migliora). Più in generale San Marino Fixing continuerà ad avere come proprio punto di riferimento il mondo dell’impresa, cercando di offrire un’informazione ampia e approfondita, che sia un complemento di quella dei giornali quotidiani, a cui ovviamente non ci sovrapponiamo. E a proposito di informazione complementare, un settimanale non può non avere uno sbocco sul mare di internet. I nostri due portali, lo storico www.sanmarinoweb.com e il nuovo www.sanmarinofixing.com, su cui puntiamo molto, offrono l’indispensabile aggiornamento quotidiano. Per stare sempre al passo. Anzi, un passo avanti.

Clicca sulla copertina per sfogliare il giornale

1 marzo 2010

Vancouver, a conti fatti. Uno speciale sui giochi olimpici invernali

Giuliano Razzoli in azione

Sul nostro sito internet, www.sanmarinofixing.com, abbiamo seguito i Giochi Olimpici invernali di Vancouver. L’abbiamo fatto con passione e ovviamente con professionalità, malgrado la nostra “mission” sia seguire l’economia più che lo sport.

Ma le Olimpiadi varcano i confini dell’informazione, e così quotidianamente ci siamo impegnati per raccontare (anche) ciò che accadeva in Canada, le gioie (poche) e i pianti (troppi) azzurri, le sfide, le curiosità, le vittorie e le sconfitte.

In uno speciale, cui potete accedere semplicemente CLICCANDO QUI, abbiamo racchiuso tutte le Olimpiadi di Vancouver.

Potete trovare una fotogallery con le più belle immagini delle medaglie azzurre (tanto non sono molte: Alessandro Pittin bronzo, Armin Zoeggeler bronzo, Pietro Piller Cottrer argento, Arianna Fontana bronzo, Giuliano Razzoli oro), il medagliere finale dei Giochi, la cronaca, giornata dopo giornata, di tutte le gare olimpiche e ovviamente le storie degli atleti italiani che sono riusciti nell’impresa di salire sul podio in questa sofferta edizione.

Infine, cliccando qui sotto, sull’immagine della copertina, potrete sfogliare lo speciale di 4 pagine che Fixing on line ha preparato alla vigilia dei Giochi.

8 febbraio 2010

Il football americano? Uno sport da formiche. Il Superbowl lo vince New Orleans

Una volta l’anno, da due anni a questa parte, sono contento di pagare il canone Rai. Sì perché finalmente ho ragione di pensare che il servizio pubblico è rivolto anche a gente come me, gente che quando gli parlano di Isola gli viene in mente Robert Louis Stevenson, gente che ascolta gli Who e non certo Mangoni (chi era costui?), e che di Morgan, beh, francamente se ne infischia.

Una volta l’anno, da due anni a questa parte, Mamma Rai, insospettabilmente fa felice anche me. Veramente mi chiedo il perché, ma temendo che ci ripensi lo faccio a bassa voce, almeno in attesa di conoscere le cifre dello share del Superbowl trasmesso domenica notte in un orario che solo noi incalliti del football americano e i sonnambuli possono reggere senza timore di addormentarsi la mattina dopo davanti al proprio Pc.

E allora parliamo di questo Superbowl: alla fine hanno vinto i New Orleans Saints, la squadra per cui domenica notte facevo il tifo (c’è sempre da parteggiare sportivamente per qualcuno quando non c’è la tua squadra in finale, solo che di solito scelgo sempre la squadra sbagliata. Anzi, per l’esattezza è dal 1996 che non festeggiavo un Superbowl, quando lo vinsero i “miei” Cowboys sugli Steelers).

Si potrebbe scrivere un libro sulla rinascita di New Orleans quattro anni dopo Katrina e sull’impatto empatico e terapeutico che questo successo ha sul popolo statunitense, in ginocchio per la crisi la disoccupazione la guerra e quant’altro. Si potrebbe scrivere un libro e quindi non mi soffermo più di tanto in questo post.

Però mi impunto e voglio provare a far capire anche ai non appassionati com’è strano questo sport, il football americano. Lo guardi e pensi che la differenza la facciano i muscoli, quel sano vigore da unni, capaci di macinare la terra su cui stanno marciando diretti nella direzione del proprio obiettivo (la meta, l’annientamento degli avversari). E invece partite come il Superbowl numero 44 sono la palese dimostrazione che questo non è uno sport da mammut bensì da formichine, sagge, pazienti, indomabili. Che anche nella difficoltà di un gelido -10 (come lo svantaggio iniziale dei Saints) non si fanno prendere dal panico e continuano ad accantonare provviste per quando verranno i tempi migliori. Perché oh sì, i tempi migliori arriveranno, potete starne certi, basta saper aspettare. Magari ci si impiegano quarantatre anni (tanto quanto i Saints ci hanno messo per raggiungere il Superbowl), ma quello che conta è non arrendersi mai.

La cronaca dettagliata della partita mi sono tolto lo sfizio di RACCONTARLA QUI, sul sito di Fixing. C’è pure una ricca FOTOGALLERY perché (anche se, lo ammetto, sono di parte) stiamo parlando di uno sport estremamente fotogenico.

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Così posso ancora divagare, e dedicare un rapido pensiero a Mr President, Barack Obama (appassionato sportivo anche se predilige il basket al football) alle prese con l’ennesima “toppa”, ovvero un pronostico “ufficiale” a favore dei Colts.

Non voglio infierire, ci mancherebbe, perché a leggere qualche mio precedente post potrebbe sembrare che sono prevenuto nei confronti del leader degli States, mentre invece le mie soventi critiche nascono dalle grandi aspettative riposte in lui. Certo non si possono mettere a confronto cose così diverse come un innocuo pronostico sportivo con la decisione di inviare nuove truppe all’indomani della consegna del Nobel per la Pace, con un rischio-flop più concreto che mai che incombe sulla grande riforma sanitaria dopo la sconfitta elettorale nel feudo dei Kennedy alla morte di Ted, con l’annuncio di Kennediana memoria (rieccoci) del ritorno degli americani sulla Luna entro la fine del decennio salvo poi fare rapidamente dietrofront per problemi di budget… Si tratta di un semplice caso, ma che strappa un sorriso. In realtà Obama, da buon democratico, ha semplicemente detto di tifare leggermente per i Saints, o meglio per la città di New Orleans, rispetto ai Colts che in passato hanno battuto la sua Chicago al Superbowl, ma che riteneva comunque Indianapolis leggermente favorita, per una vittoria di misura.

Che sia la Luna o l’Afghanistan, il Senato o la palla ovale, insomma, da qualche tempo a questa parte il buon Obama non ne azzecca più una. Speriamo per lui e per gli Stati Uniti (e quindi anche per noi, data l’inevitabile ricaduta sul vecchio continente dei casi a stelle e strisce) che il vento torni a girare.

25 gennaio 2010

Aung Suu Kyi libera in novembre? Le promesse da militare e la pressione internazionale

Aung San Suu Kyi, Premio Nobel per la Pace (fonte: dalla rete)

Ci sono notizie che a volte non puoi fare a meno di dare. E ce ne sono altre che invece scrivi e racconti con piacere, addirittura con gioia. La notizia della liberazione di Aung San Suu Kyi, leader dell’opposizione birmana, Premio Nobel per la Pace nel 1991 (questo sì, vero e meritato), ingiustamente incarcerata per reati di opinione, è sicuramente una di quelle notizie che sarò ben felice di scrivere, su questo blog o sul sito internet di Fixing, il mio giornale.

Oggi sappiamo che la fine della sua reclusione dovrebbe arrivare, finalmente, entro il prossimo novembre, alla regolare scadenza del periodo di detenzione. Lo avrebbe infatti annunciato il Ministro agli Interni nel corso di un incontro con imprenditori e politici locali e davanti ad una platea di centinaia di persone, a Kyaukpadaung, a nord della capitale Yangon, almeno a quanto raccontano le agenzie.

In Myanmar, quella che una volta si chiamava Birmania, è in piedi un regime dittatoriale dal pugno di ferro proverbiale nei confronti degli oppositori. Aung Suu Kyi è un caso esemplare. in ottobre si celebreranno le elezioni, elezioni che purtroppo rischiano di essere ancora una volta inutili, di facciata.

Ma ai militari che detengono il potere, Aung Suu Kyi fa paura. Ecco perché probabilmente oggi si parla di una sua possibile liberazione: è un modo per allentare la pressione. Del resto era già avvenuto più volte in passato. Ed ecco perché non c’è da fidarsi delle promesse del regime di Yangon (la vecchia Rangoon) – le classiche promesse da militare – ma c’è da auspicare un rafforzamento dell’attenzione internazionale, affinché sia finalmente concessa la libertà ad una donna che fa paura al regime tanto quando canta da uccello libero quanto è costretta a restare in silenzio chiusa nella sua gabbia.

2 dicembre 2009

Cari amici vi scrivo, così mi distraggo un po’. La lettera di Zuckerberg agli “amici” di FB

Cari amici vi scrivo, così mi distraggo un po’. E siccome siete 350 milioni, più forte vi scriverò.
L’anno si sta chiudendo e, come il buon Lucio Dalla, anche Mark Zuckerberg ha deciso di scrivere ai suoi amici. Ai suoi 350 milioni di amici, appunto. Sì perché per chi non lo sapesse, Zuckerberg è il geniale “inventore” di Facebook. E al termine di un anno che ha sancito il boom del suo social network (a proposito, anche il nostro Fixing c’è, e potete diventare nostri amici semplicemente cliccando QUI) ha deciso di apportare alcune importanti novità, illustrate appunto nella lettera a tutti gli “amici” di FB.

Qui sotto riporto il testo integrale della lettera, prima però una curiosità: nella traduzione inviata agli utenti in italiano, è stato scritto in maniera sbagliata proprio il nome del “papà” di FB (un “ragazzo padre”, per inciso, ha appena 25 anni): Zucherberg, col “ch” anziché il “ck”.

Nemo propheta in patria insomma, anche se la patria è il World Wide Web.

Facebook. Fonte: dalla rete, ovviamente


Facebook ha appena raggiunto i 350 milioni di utenti e tra breve verranno apportate alcune modifiche per offrire un servizio migliore alla nostra crescente community.

A tutti gli utenti di Facebook,

questo è stato un grande anno, che ha reso il mondo più aperto e connesso. Grazie al vostro aiuto, oltre 350 milioni di persone in tutto il mondo usano oggi Facebook per condividere online la propria vita.

Per rendere possibile tutto ciò, abbiamo fatto del nostro meglio per mettere a vostra disposizione gli strumenti necessari a condividere e controllare le vostre informazioni. La prima versione di Facebook, lanciata cinque anni fa, conteneva già strumenti per controllare che cosa condividere e con quali persone, singoli o gruppi. Il nostro lavoro in questa direzione continua ancora oggi.

L’attuale modello di privacy di Facebook, che gravita intorno alle “reti” – comunità scolastiche, aziendali o geografiche – funzionava bene quando Facebook era utilizzato principalmente da studenti, perché era ragionevole pensare che uno studente volesse condividere contenuti con i propri compagni.

Con il tempo, gli utenti ci hanno chiesto di aggiungere reti aziendali e geografiche, tanto che oggi esistono reti che coprono intere nazioni, come l’India e la Cina.

Con la crescita della base di utenti di Facebook, alcune reti geografiche contano oggi milioni di membri. Con reti così vaste, siamo giunti alla conclusione che il modello attuale non sia più il modo migliore per consentire agli utenti di controllare la propria privacy. Considerato che quasi il 50% di tutti gli utenti di Facebook è membro di reti geografiche, questo è per noi un argomento di estrema importanza. Un sistema migliore consentirebbe quindi a oltre 100 milioni di persone di avere un maggiore controllo sulle proprie informazioni.

Il nostro piano prevede l’eliminazione delle reti geografiche e la creazione di un modello semplificato per il controllo della privacy, dove ciascuno può decidere a chi rendere disponibili i contenuti: esclusivamente agli amici, agli amici degli amici, o a tutti gli utenti.

Questo cambiamento risponde a un’esigenza che molti di voi hanno espresso – la capacità di controllare chi può visualizzare ogni singola informazione creata o caricata dagli utenti. Contemporaneamente realizziamo un altro desiderio: rendere più semplice la pagina delle impostazioni sulla privacy, attraverso la combinazione di alcune impostazioni. Se volete saperne di più, abbiamo cominciato a discutere di questo progetto nel luglio scorso.

Dato che l’aggiornamento eliminerà le reti geografiche e introdurrà nuove impostazioni, nelle prossime settimane vi chiederemo di esaminare e aggiornare le vostre impostazioni sulla privacy. Visualizzerete un messaggio che spiegherà i cambiamenti e vi porterà alla pagina dove potrete aggiornare le impostazioni. Una volta terminato l’aggiornamento, verrete reindirizzati su una pagina di conferma perché possiate verificare di aver scelto le impostazioni desiderate. Come sempre, avrete comunque la possibilità di modificarle in qualsiasi momento.

Abbiamo lavorato con impegno per offrirvi le funzioni di controllo che meglio rispondono alle vostre esigenze, nella consapevolezza che queste ultime variano da persona a persona. Vi suggeriremo nuove impostazioni basandoci sul vostro attuale livello di privacy, ma il modo migliore per trovare quelle più adatte a voi è prendere visione di tutte le opzioni a disposizione e personalizzarle. Vi consiglio di farlo e di valutare attentamente con chi volete condividere i vostri contenuti online.

Grazie per aver contribuito a fare di Facebook quello che è oggi e per collaborare a rendere il mondo più aperto e connesso.

(Mark Zuckerberg)

6 novembre 2009

Speciale (gratis) di 16 pagine sulla caduta del Muro di Berlino

Speciale_The WallEra un’altra epoca, anzi, è stato forse il primo vero momento di rottura dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. L’altro, ma in negativo, è stato sicuramente l’attentato alle Torri Gemelle di New York. Fixing.com propone uno speciale sui vent’anni dalla caduta del Muro di Berlino. San Marino Fixing non guarda soltanto al particolare, alla realtà di San Marino e a quello che ruota attorno. Fixing vuole proporre un punto di vista più “alto”, che attraversa anche le svolte epocali della storia. Perché è dall’infinitamente grande che si capisce e si governa anche il piccolo, che si riesce ad illuminare il senso delle singole giornate, dei singoli eventi. Lo speciale di San Marino Fixing sul Muro di Berlino è sfogliabile on line, scaricabile in pdf e stampabile. Gratuitamente, è ovvio. È un modo in più per sfruttare quel grande strumento che è il web. Come del resto abbiamo già fatto nell’ultimo anno con giornali speciali esclusivamente on line raccontando l’elezione di Barack Obama a Presidente degli Stati Uniti d’America, celebrando il 40° anniversario della conquista della Luna, raccontando giorno per giorno il G8 de L’Aquila. Lo speciale sul Muro di Berlino lo trovate in alto a destra nell’home page di www.sanmarinofixing.com.

I più pigri possono semplicemente cliccare QUI.

 

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14 ottobre 2009

Sudafrica 2010: Repubblica Ceca, San Marino e Slovenia la storia di un milione (di corone ceche) risparmiate

calcio nazionale sammarinese_davidesimoncini(14 ottobre 2009) Un milione di corone ceche, circa quarantamila euro di premio partita per la nazionale di calcio di San Marino. Li ha offerti il giornale della Repubblica Ceca Blesk come incentivo ad Andy Selva e co., se questa sera riuscirà a piegare la coriacea Slovenia, contribuendo così alla ormai difficile qualificazione della Repubblica Ceca ai Mondiali di calcio in programma nel 2010 in Sudafrica. “Blesk sta offrendo un contributo per rendere l’ultimo giorno delle qualificazioni felice: un premio di un milione di corone a San Marino per una vittoria con la Slovenia”, scrive il tabloid. Un bello stimolo, lo conferma anche Capitan Andy Selva, che però è consapevole che per mettere le mani sul gruzzoletto servirebbe un mezzo miracolo: “Faremo il massimo per una vittoria – ha affermato – ma il nostro più grande problema è che raramente segniamo un gol”. I cechi sono al terzo posto del gruppo 3 delle qualificazioni ai Mondiali, a due punti dalla Slovenia e quattro dalla Slovacchia in testa alla classifica. In caso di vittoria con l’Irlanda del Nord e di contemporanea sconfitta della Slovenia con San Marino la nazionale ceca riuscirebbe ad arrivare almeno seconda approdando così agli spareggi. Certo che per sperare in una vittoria del San Marino occorre essere molto tifosi. Il ruolino dei Titani in questo girone di qualificazione è impietoso: 9 partite e 9 sconfitte, 44 gol subiti e 1 solo segnato.

Notizia tratta da www.sanmarinofixing.com

Com’è giusto che sia, la notizia riportata qui sotto, datata 14 ottobre 2009, doveva avere un seguito.

E il seguito è che il miracolo non si è avverato. La Repubblica Ceca ha pareggiato scialbamente con l’Irlanda e non andrà ai mondiali, il San Marino si è battuto bene contro l’onesta Slovenia ma ha perso anche la decima partita su dieci (47 gol subiti e 1 segnato, alla fine del girone), ai Mondiali ci andrà la Slovacchia di Hamsik mentre la Slovenia andrà ai play off.

Ci sono discipline sportive in cui i miracoli talvolta avvengono, il calcio difficilmente regala sorprese così clamorose. Con buona pace del tabloid Blesk, che si è risparmiato quel gruzzoletto di 40 mila euro: tanto non sarebbe servito a molto.

7 ottobre 2009

Ore d’ansia per i Nobel per la letteratura. Ma comunque vada sarà un successo (di vendite)

premio nobelPurché sia carta stampata, per me ha un fascino unico. E allora un breve tuffo nel mondo della letteratura, perché domani mattina a Stoccolma sarà annunciato il vincitore del Nobel 2009. Premetto che non ho letto nulla dei due candidati che alla vigilia sono tra quelli che si dividono le maggiori quotazioni da parte degli onnipresenti bookmaker, ovvero l’israeliano Amos Oz e l’algerina Assia Djebar, pseudonimo “forzato” di Fatima-Zohra Imalayen. Sicuramente faccio il tifo per i due italiani che potrebbero avere qualche possibilità, Claudio Magris e Antonio Tabucchi. Nella lista dei candidati spicca anche un nome illustre, quello di Bob Dylan, con le sue ballate immortali.

E poi alla fine chissà che non finisca per spuntarla un poeta.

Comunque vada, sarà un successo (di vendite). Le case editrici sono già in fibrillazione.

CLICCA QUI per leggere l’articolo di Fixing.com con le quotazioni dei bookmaker.

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