Lettera22punto0 – Blog di Loris Pironi

19 luglio 2011

Dove può arrivare la libertà di stampa? Intercettazioni e slealtà, note a margine sulla chiusura del News of the World

La libertà di stampa. Un bel concetto, con cui ci si riempie la bocca. Un concetto sfruttato soprattutto da chi ha a propria disposizione le massime garanzie – leggi i baroni della Rai – quando invece c’è davvero chi lavora senza tutele.

Quello su cui vorrei riflettere oggi è fino a dove la libertà di stampa può arrivare.

Sui giornali italiani leggiamo valanghe di intercettazioni telefoniche, comodamente fatte arrivare ai giornalisti amici dai magistrati, prima ancora che queste vengano rese note ai diretti interessati. La pubblicazione delle intercettazioni che riguardano episodi o aspetti della vita che non toccano neanche marginalmente le eventuali inchieste in corso è il vero scandalo, e lo dico da giornalista. Una vergogna che mette in mostra l’aspetto peggiore delle relazioni pericolose che legano tra loro in maniera perversa i media, la magistratura e la politica.

Certo, c’è chi sta peggio, ma questo non consola. Una riflessione è d’obbligo sulla chiusura del News of the World, il domenicale del Sun, oltre 2,5 milioni di lettori. (more…)

15 ottobre 2009

Una domanda spacca in due il mondo del calcio: tra Lippi e Maradona chi è il più simpatico?

Marcello lippiDiego Armando maradona1

Visto che ci ho preso gusto lasciamo da parte per un attimo le questioni giornalistiche, il vero grande dilemma che tormenta (…) gli addetti ai lavori, ovvero se la libertà di stampa sia davvero in pericolo oppure no.

Parliamo della cosa che maggiormente interessa gli italiani. La D’Addario? Nooo. Le primarie del Pd? Figuriamoci. La fame nel mondo, che è un affare che riguarda oltre un miliardo di persone (100 milioni in più rispetto all’anno scorso)? No grazie meglio pensare ad altro, pena la gastrite.

Parliamo di calcio.

La nazionale di Marcello Lippi si è guadagnata la qualificazione per i mondiali in Sudafrica, dove dovrà difendere il titolo conquistato in Germania tre anni fa. Anche l’Argentina di Diego Armando Maradona ha acciuffato, per i capelli, un posto in Sudafrica, battendo nell’ultima partita, al Centenario di Montevideo, l’Uruguay.

Ecco, probabilmente Marcello Lippi e Diego Armando Maradona – i cui meriti sono indiscutibili (quelli di Maradona almeno come calciatore) – potrebbero giocarsi la finale del campionato del mondo di antipatia. Dopo il novantesimo, il nostro bel Ct di Viareggio, anziché festeggiare la rocambolesca vittoria finale contro Cipro, se l’è presa con i tifosi di Parma. Che magari avevano pagato per assicurarsi il biglietto per poter spingere l’Italia all’ultima decisiva vittoria (per fortuna non ce n’è stato bisogno) e invece si sono visti schierare una Italia-2 con 11 riserve in campo, che dopo un primo tempo onestamente brutto stava perdendo per 0-1, che è finita addirittura sotto per 0-2 contro il modesto Cipro. Un’Italia da sbadigli, insomma, poco concentrata, svogliata, fino a che il rischio figuraccia non ha messo un po’ di pepe nelle gambe. Un’Italia da fischi? Forse, anche se la posta in gioco era nulla, se non l’onore (che cos’è, in fondo, al giorno d’oggi). Ma di azzurri senza voglia se ne sono visti troppe volte in passato per non far venire la voglia di fischiare. Anzi, se non ci fossero stati i fischi del Tardini, chissà se Gilardino e soci si sarebbero svegliati. Fatto sta che i fischi sono arrivati, assieme ai cori per Cassano (ammettiamolo, Cassano come Pazzini oggi meriterebbe una maglia da titolare). Ed è forse questo che ha fatto imbelvire il nostro bel ct. Che alla fine, anziché ringraziare i giocatori che ce l’hanno messa tutta (per 20 minuti su 90, ma va bene così), anziché elogiare un gruppo cui si può dire tutto tranne che non ha carattere, se l’è presa con il pubblico perché ha scandito ai suoi pupilli, nel momento massimo dell’indolenza, il vecchio consiglio di andare a lavorare. Certo, poi c’è stato anche quel riferimento a Cassano (a proposito, ma che gli avrà fatto a Lippi?) e il Ct ha sbottato due volte in cinque minuti davanti alle telecamere della Rai.

Beh, diciamo che c’è chi sta peggio. L’Argentina, con fior di campioni – vedi Messi – ha rischiato un’eliminazione assolutamente clamorosa. E Maradona che fa? Prima piange come un vitellino al macello, poi se la prende con i giornalisti, colpevoli – sempre loro – di aver gufato dall’inizio alla fine del girone eliminatorio. In conferenza stampa dopo la partita li ha apostrofati in malo modo, utilizzando un gergo più adatto ai peggiori bar di Mar del Plata o de l’Avana, piuttosto che alle telecamere della televisione nazionale.

Ebbene, voi chi preferite? Chi è più simpatico dei due? A chi preferireste dire in faccia che giocare una partita di pallone la settimana forse è meglio che farsi il turno in fabbrica? E che se pagate il biglietto per tifare la nazionale, magari vi piacerebbe vederla giocare?

E se qualcuno conosce un commissario tecnico in giro per il mondo che meriti più di loro in questa speciale graduatoria, non esitate a farvi avanti. Tanto non lo dico a nessuno.

5 ottobre 2009

Hanno ragione Minzolini e Beppe Grillo: è una cosa pazzesca

Filed under: Giornalismi — lettera22punto0 @ 3:29 pm
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Per fortuna che non sono il direttore del TG1. Altrimenti avrebbero messo in croce anche me: anch’io come Minzolini – pur deprecando il modo indefesso in cui svolge il suo ruolo di cane da guardia del governo -, da giornalista, ritengo assurda la manifestazione di piazza per la libertà di stampa.

Riflettendo sulla questione, oggi, mi sento un po’ spiazzato, come se avessi perso tutto ad un tratto i miei punti di riferimento. Da non credere: per una volta mi trovo infatti d’accordo con Minzolini e in contemporanea anche con Beppe Grillo, che si chiede che senso ha rimandare la manifestazione sulla libertà di stampa dopo la strage di Kabul e poi farla ugualmente con oltre 20 morti a Messina”.

Se si facesse una manifestazione di piazza per liberare la stampa dai partiti (Rai in primis), allora sì che aderirei volentieri. Una manifestazione contro la lottizzazione dell’informazione, contro l’appiattimento delle opinioni a due sole possibilità, bianco o nero, destra o sinistra. Una manifestazione senza bandiere, senza strumentalizzazioni, per disintossicare il giornalismo italiano dalla droga delle veline. Non quelle che sgambettano: quelle che fanno scodinzolare i giornalisti.

liberta di stampa_manifestazione roma2009_1

30 settembre 2009

Carta straccia e tv spazzatura, il buon costume non basta più. Si modifichi la Costituzione

top-cat_riunione di redazione

Notizie-spazzatura? Diamole ai gatti (qui il simpaticissimo Top Cat con la sua redazione, pardon, con la sua gang)

L’articolo 21 della Costituzione, alla fine del primo periodo dell’ultimo comma, recita testualmente: “Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume”. Vogliamo che sia integrato con “o lesive della dignità della persona o del diritto alla riservatezza”? E’ questo il senso della proposta di modifica che il Presidente Emerito Francesco Cossiga ha sottoscritto, insieme ad altri 40 senatori, per contrapporre una diga al dilagante imbarbarimento dei media, stampa e tv in un unico calderone. Siete d’accordo con questa proposta? Intanto ci si interroga in questi giorni sulla libertà di stampa. Può darsi che in uno dei miei prossimi post mi cimenterò con qualche sano ragionamento sul grande dilemma di questi giorni: la libertà di stampa (in Italia, non in Venezuela) è davvero a rischio? I poveri Santoro, Vauro, Travaglio, Fazio (ma lui che c’entra?), martirizzati – ma oggi santificati – da un debordante Premier, sono davvero la bandiera di una categoria che rischia di essere ammainata? Personalmente ritengo la manifestazione programmata in difesa della libertà di stampa una ridicolaggine, nella migliore delle ipotesi una iniziativa strumentale. Il vero problema è la deriva trash del giornalismo, sempre più costretto a frugare nel bidone della spazzatura per scovare qualcosa da tirare addosso all’avversario di turno. Solo che non dovrebbe pensarci la politica – mi riferisco soprattutto al caso Rai ma anche alla proposta di modifica della Costituzione – ad arginare (per le proprie convenienze di parte) questo che è un problema reale. Dovrebbero essere gli stessi giornalisti ad avere un proprio decoro personale. E dove non ci arrivano loro, cioè noi, dovrebbe pensarci (utopia) l’Ordine dei Giornalisti. Altrimenti prima o poi finiremo per trovarci in tv una qualche escort a spiegarci come va il mondo…

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