Lettera22punto0 – Blog di Loris Pironi

19 ottobre 2010

Vieni via con me, il teatrino Rai. Masi contro Fazio, Saviano, Benigni… Tutta colpa dei maxi cachet. O no?

Capiamo per quel fazioso di Santoro e il suo Annozero così schierato. Massì, mettiamoci dentro pure la Gabanelli, che con quell’aria da professoressa non vedeva l’ora di riprendere con Report per andare a mettere il dito nelle pieghe del paradiso (fiscale) di Antigua pur di colpire il Premier. Invitiamo alla festa pure la Dandini, che ha fatto di Parla con me un salotto veterocomunista radical chic, e si sa i veterocomunisti, soprattutto se radical chic, sono capaci di risaltare fuori un giorno o l’altro dal passato dove si sono autoreclusi. Quello che non si riesce a capire è perché adesso il direttore generale Mauro Masi si è messo in testa di boicottare perfino Fabio Fazio, che è veramente l’uomo per tutte le stagioni (politiche) malgrado una propensione sicuramente più per l’opposizione che per la maggioranza (attuale) e certe cose in Rai, oggi più che mai, vogliono dire qualcosa.
Il fatto è che Vieni via con me, il nuovo programma di Fazio, a tre settimane dalla messa in onda è ancora in alto mare. Il nodo gordiano della faccenda è costituita dal cachet degli ospiti, da Roberto Benigni a Antonio Albanese, fino ad arrivare a Paolo Rossi. Tutti personaggi scomodi (a qualcuno), soprattutto il primo e l’ultimo (Albanese potrebbe diventarlo per il fatto di frequentare cotale compagnia), ma la scusa è che, vista l’aria di crisi, i loro compensi sarebbero alti, troppo alti. Si parla addirittura fino a 250 mila euro per una comparsata per una puntata. E l’occhio di bue si sposta su Benigni, indicato dall’Agi come il personaggio per cui la Rai avrebbe dovuto scucire la suddetta cifretta. (more…)

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5 ottobre 2009

Hanno ragione Minzolini e Beppe Grillo: è una cosa pazzesca

Filed under: Giornalismi — lettera22punto0 @ 3:29 pm
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Per fortuna che non sono il direttore del TG1. Altrimenti avrebbero messo in croce anche me: anch’io come Minzolini – pur deprecando il modo indefesso in cui svolge il suo ruolo di cane da guardia del governo -, da giornalista, ritengo assurda la manifestazione di piazza per la libertà di stampa.

Riflettendo sulla questione, oggi, mi sento un po’ spiazzato, come se avessi perso tutto ad un tratto i miei punti di riferimento. Da non credere: per una volta mi trovo infatti d’accordo con Minzolini e in contemporanea anche con Beppe Grillo, che si chiede che senso ha rimandare la manifestazione sulla libertà di stampa dopo la strage di Kabul e poi farla ugualmente con oltre 20 morti a Messina”.

Se si facesse una manifestazione di piazza per liberare la stampa dai partiti (Rai in primis), allora sì che aderirei volentieri. Una manifestazione contro la lottizzazione dell’informazione, contro l’appiattimento delle opinioni a due sole possibilità, bianco o nero, destra o sinistra. Una manifestazione senza bandiere, senza strumentalizzazioni, per disintossicare il giornalismo italiano dalla droga delle veline. Non quelle che sgambettano: quelle che fanno scodinzolare i giornalisti.

liberta di stampa_manifestazione roma2009_1

30 settembre 2009

Carta straccia e tv spazzatura, il buon costume non basta più. Si modifichi la Costituzione

top-cat_riunione di redazione

Notizie-spazzatura? Diamole ai gatti (qui il simpaticissimo Top Cat con la sua redazione, pardon, con la sua gang)

L’articolo 21 della Costituzione, alla fine del primo periodo dell’ultimo comma, recita testualmente: “Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume”. Vogliamo che sia integrato con “o lesive della dignità della persona o del diritto alla riservatezza”? E’ questo il senso della proposta di modifica che il Presidente Emerito Francesco Cossiga ha sottoscritto, insieme ad altri 40 senatori, per contrapporre una diga al dilagante imbarbarimento dei media, stampa e tv in un unico calderone. Siete d’accordo con questa proposta? Intanto ci si interroga in questi giorni sulla libertà di stampa. Può darsi che in uno dei miei prossimi post mi cimenterò con qualche sano ragionamento sul grande dilemma di questi giorni: la libertà di stampa (in Italia, non in Venezuela) è davvero a rischio? I poveri Santoro, Vauro, Travaglio, Fazio (ma lui che c’entra?), martirizzati – ma oggi santificati – da un debordante Premier, sono davvero la bandiera di una categoria che rischia di essere ammainata? Personalmente ritengo la manifestazione programmata in difesa della libertà di stampa una ridicolaggine, nella migliore delle ipotesi una iniziativa strumentale. Il vero problema è la deriva trash del giornalismo, sempre più costretto a frugare nel bidone della spazzatura per scovare qualcosa da tirare addosso all’avversario di turno. Solo che non dovrebbe pensarci la politica – mi riferisco soprattutto al caso Rai ma anche alla proposta di modifica della Costituzione – ad arginare (per le proprie convenienze di parte) questo che è un problema reale. Dovrebbero essere gli stessi giornalisti ad avere un proprio decoro personale. E dove non ci arrivano loro, cioè noi, dovrebbe pensarci (utopia) l’Ordine dei Giornalisti. Altrimenti prima o poi finiremo per trovarci in tv una qualche escort a spiegarci come va il mondo…

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