Lettera22punto0 – Blog di Loris Pironi

11 gennaio 2013

Primo giorno di scuola (di giornalismo)

Una nuova avventura comincia. Ed è un’avventura estremamente stimolante, che posso vivere grazie al mio giornale, Fixing. Grazie alla collaborazione con alcuni professori e con la preside del Liceo Economico, istituto secondario superiore della Repubblica di San Marino, parte un corso di giornalismo che vedrà me e la mia “squadra” alle prese con un manipolo di ben 19 ragazzi, studenti delle classi quarta e quinta. Diventeranno una vera e propria redazione, una redazione che sicuramente farà invidia a tanti altri direttori… (more…)

12 gennaio 2012

Giornaleide. Perché la fine stile maya dei pubblicisti è una bufala

Filed under: Giornalismi — lettera22punto0 @ 4:23 pm
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Giornalisti, vil razza dannata. Anche voi, cioè anche noi, finiti nel tritacarne del cosiddetto decreto “salva-Italia”. Anche voi, cioè noi, alle prese con problemi che mettono a rischio la professione e la professionalità. Oppure non è così?

Da giorni impazza in rete un tam tam tra addetti ai lavori in merito all’abolizione dell’Ordine dei Giornalisti e, soprattutto, al dramma a cui andrebbero incontro i poveri pubblicisti ovverosia tutte quelle persone (in Italia sono circa 80 mila) che non svolgono primariamente l’attività di giornalista ma di fatto collaborano con testate di ogni tipo.  Le funeste previsioni che gravano sul loro capo sono così fosche che neanche le avessero scritte i Maya: estinzione di massa entro pochi mesi.

Piccolo dettaglio: le notizie che gli stessi giornalisti hanno contribuito ad amplifiare non sono vere e non hanno un fondamento. Ecco perché approfittiamo dell’occasione per concederci qualche riflessione sulla professione del giornalista. (more…)

19 luglio 2011

Dove può arrivare la libertà di stampa? Intercettazioni e slealtà, note a margine sulla chiusura del News of the World

La libertà di stampa. Un bel concetto, con cui ci si riempie la bocca. Un concetto sfruttato soprattutto da chi ha a propria disposizione le massime garanzie – leggi i baroni della Rai – quando invece c’è davvero chi lavora senza tutele.

Quello su cui vorrei riflettere oggi è fino a dove la libertà di stampa può arrivare.

Sui giornali italiani leggiamo valanghe di intercettazioni telefoniche, comodamente fatte arrivare ai giornalisti amici dai magistrati, prima ancora che queste vengano rese note ai diretti interessati. La pubblicazione delle intercettazioni che riguardano episodi o aspetti della vita che non toccano neanche marginalmente le eventuali inchieste in corso è il vero scandalo, e lo dico da giornalista. Una vergogna che mette in mostra l’aspetto peggiore delle relazioni pericolose che legano tra loro in maniera perversa i media, la magistratura e la politica.

Certo, c’è chi sta peggio, ma questo non consola. Una riflessione è d’obbligo sulla chiusura del News of the World, il domenicale del Sun, oltre 2,5 milioni di lettori. (more…)

17 settembre 2010

L’usato garantito di Enrico Mentana: gli ascolti record del suo Tg a La7 sono l’elogio della normalità

Incredibile: da quando è tornato in video, sembra che il giornalismo sia risorto. E anche una rete secondaria (pur apprezzabile) come La7 si è scoperta un vero e proprio punto di riferimento per l’informazione in Italia. Cosa è cambiato nel Tg di La7 rispetto a prima dello sbarco di piperito Mentana? Molto poco, all’apparenza. Era un telegiornale completo e corretto prima, non troppo schierato, e lo è oggi. Un fatto è certo: grazie proprio al suo direttore, il telegiornale della settima rete italiana adesso non è più snobbato dai big della politica. Perché, potendo scegliere dove andare a raccontare le stesse cose (anche nel senso che è sempre aria fritta…), al Tg5, magari su Rai3 oppure dal buon Mentana, oggi, un politico che si rispetti sa che Mentana offre più che mai un buono share e un impatto mediatico più forte. (more…)

15 aprile 2010

Riparte il corso Giornalisti in erba. Finalmente!

Ci sono tante cose che vorrei dire, che vorrei approfondire, che vorrei segnalare. Notizie che mi colpiscono, avvenimenti che mi coinvolgono, persone e situazioni di cui mi piacerebbe raccontare. Quello che manca, me ne rendo conto, è il tempo. E a volte quando un po’ di tempo lo possiamo recuperare, magari a venire meno è la lucidità. Come giornalista sono nato con la carta, e la carta è come il tempo, non va sprecata. Quando scriviamo qualcosa, per me, è sempre qualcosa che deve rimanere. Scrivere per scrivere, come spesso succede per il web, non fa per me.

Adesso ho deciso di ritagliarmi un po’ di tempo. Se la lucidità è quella giusta lo scoprirò presto, per ora ne approfitto e lancio 2-3 post in rapida successione.

La prima notizia è personale e riguarda il corso di giornalismo riservato ai ragazzi delle scuole medie che inizia proprio oggi pomeriggio che curo insieme alla scrittrice Simona B. Lenic. Nel primo corso è nato Flying, giornale on line realizzato dai nostri ragazzi, che dopo aver trovato il nome della rivista, dopo aver ragionato su quello che volevano raccontare sul loro giornale, dopo aver realizzato la grafica della testata hanno scritto tutto quello che pensavano e che volevano dire. E, qualcuno potrà rimanerne sorpreso (io certo no, non ne avevo alcun dubbio) hanno davvero tanto da dire e lo sanno dire bene, con chiarezza e buon linguaggio.

Per questo voglio dire che sono molto contento che oggi si ricomincia.

PER CHI VOLESSE SAPERNE DI PIU’ SUL CORSO GIORNALISTI IN ERBA

IL PRIMO NUMERO DI FLYING, SFOGLIABILE ON LINE


16 ottobre 2009

Libertà di stampa e limiti di responsabilità, scusate ma io sto con Napolitano

Giorgio Napolitano 2

Altro che le carnascialesche manifestazioni per la libertà di stampa. Malgrado qualche suo scivolone (vedi la firma sul lodo Alfano), ho sempre più stima, ogni giorno che passa, per il nostro Presidente Giorgio Napolitano. Che, in occasione della giornata mondiale dell’informazione ha invocato da una parte l’equilibrio da parte della politica nei confronti dell’informazione, e dall’altra ha sottolineato che i media devono ricordarsi che hanno dei “limiti di responsabilità”.

Ribadisco ancora una volta che, a mio parere, da addetto ai lavori, in Italia il vero problema non è la libertà di stampa, ma l’incontinenza della politica che ha impregnato le redazioni dei giornali, e il bipolarismo dell’informazione che impedisce di sfoderare ragionamenti a colori: solo bianco o solo nero.

Questo non vuole dire che fare il giornalista in Italia sia semplice e senza intoppi, ma le querele di Berlusconi a Repubblica mi fanno meno paura di quelle che arrivano alle redazioni dei giornali locali, più deboli e decisamente meno tutelati. E le minacce, quelle serie, che fanno rabbrividire (ma che puntualmente passano sotto silenzio), sono quelle che colpiscono non gli opinionisti ma i giornalisti che lottano sul campo, che parlano di mafia e di camorra. Quelli che non vanno a caccia di scoop rovistando nei cestini della carta straccia dei colleghi direttori di giornali, ma che mettono il naso nelle discariche controllate dalla malavita. Sono loro che andrebbero difesi a spada tratta, non (solo) i paperoni come Santoro.

Napolitano parla ancora di un discorso di tre anni fa in cui in occasioni analoghe a quella di oggi, espresse “il profondo convincimento circa il carattere discriminante che l’esistenza di una stampa e di una informazione pluralistiche e libere assume per distinguere la democrazia dal dispotismo. E nello stesso tempo volli sottolineare come nei sistemi democratici e costituzionali dell’Occidente occorra combinare più valori, più diritti degni di tutela, come sancito d’altronde nell’articolo 10 della Convenzione europea del 1948 sui diritti dell’uomo”.

Il nostro Presidente ha concluso dicendo che “si tratta di equilibri difficili e sempre oggetto di controversie, ma a cui non si può sostituire da parte del giornalismo la sottovalutazione di limiti e di responsabilità da riconoscere e da proiettare nel proprio modo di lavorare”.

Come non essere d’accordo?

30 settembre 2009

Carta straccia e tv spazzatura, il buon costume non basta più. Si modifichi la Costituzione

top-cat_riunione di redazione

Notizie-spazzatura? Diamole ai gatti (qui il simpaticissimo Top Cat con la sua redazione, pardon, con la sua gang)

L’articolo 21 della Costituzione, alla fine del primo periodo dell’ultimo comma, recita testualmente: “Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume”. Vogliamo che sia integrato con “o lesive della dignità della persona o del diritto alla riservatezza”? E’ questo il senso della proposta di modifica che il Presidente Emerito Francesco Cossiga ha sottoscritto, insieme ad altri 40 senatori, per contrapporre una diga al dilagante imbarbarimento dei media, stampa e tv in un unico calderone. Siete d’accordo con questa proposta? Intanto ci si interroga in questi giorni sulla libertà di stampa. Può darsi che in uno dei miei prossimi post mi cimenterò con qualche sano ragionamento sul grande dilemma di questi giorni: la libertà di stampa (in Italia, non in Venezuela) è davvero a rischio? I poveri Santoro, Vauro, Travaglio, Fazio (ma lui che c’entra?), martirizzati – ma oggi santificati – da un debordante Premier, sono davvero la bandiera di una categoria che rischia di essere ammainata? Personalmente ritengo la manifestazione programmata in difesa della libertà di stampa una ridicolaggine, nella migliore delle ipotesi una iniziativa strumentale. Il vero problema è la deriva trash del giornalismo, sempre più costretto a frugare nel bidone della spazzatura per scovare qualcosa da tirare addosso all’avversario di turno. Solo che non dovrebbe pensarci la politica – mi riferisco soprattutto al caso Rai ma anche alla proposta di modifica della Costituzione – ad arginare (per le proprie convenienze di parte) questo che è un problema reale. Dovrebbero essere gli stessi giornalisti ad avere un proprio decoro personale. E dove non ci arrivano loro, cioè noi, dovrebbe pensarci (utopia) l’Ordine dei Giornalisti. Altrimenti prima o poi finiremo per trovarci in tv una qualche escort a spiegarci come va il mondo…

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