Lettera22punto0 – Blog di Loris Pironi

30 aprile 2012

Sarkò inciampa e il suo battito d’ali scatena una tempesta in Germania. Riflessioni sulle Presidenziali in Francia

Una politica economica di solo rigore e tasse, non servirebbe un tecnico per capirlo, non porta da nessuna parte. Deprime, le persone (basti guardare l’ondata di suicidi tra lavoratori che hanno perso il posto e imprenditori che hanno visto andar bruciata la fatica di una vita), le economie nazionali e i mercati finanziari e impedisce di programmare una ripresa vera e sana, che riporti le economie occidentali su binari di buon senso e sostenibilità. Così non si va da nessuna parte insomma, e noi italiani non possiamo neanche prendercela con Mario Monti perché tanto con agilità schiverebbe l’accusa, rilanciandola all’Europa. L’Europa che non è l’Unione Europea, bensì la Germania. Anzi Angela Merkel. Anzi, la Germania appoggiata alla Francia, Angela Merkel con la mano sulla spalla del suo fido scudiero Nicolas Sarkozy. Qualcosa però potrebbe cambiare nello scacchiere internazionale con le elezioni francesi del prossimo sei maggio 2012. Sarkozy ha preso una bella batosta al primo turno e il favorito per la successione, il socialista Hollande, pare non aver proprio l’intenzione di proseguire sulla strada percorsa finora. Questo avrebbe importanti ripercussioni in tutta Europa, Italia compresa. Ora, detto che se fossi un elettore francese non so se mi affiderei alle idee di Hollande, da italiano non posso però fare a meno di auspicare una variazione sul tema di questo rigorismo miope che ci sta portando tutti verso il baratro.

Sull’ultimo numero di Fixing ho approfondito l’argomento. Lo rilancio anche qui, sul mio blog. Buona lettura!

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24 giugno 2010

C’è la Slovacchia, per Lippi Johannesburg come Trafalgar: vincere o affondare

E venne il giorno della verità. Per Marcello Lippi. Per l’Italia. Vincere o affondare, non ci sono alternative. Peggio della battaglia di Trafalgar. Solo che per il Ct azzurro, arrivato al mondiale sudafricano con tanta, tanta convinzione dei propri mezzi (troppa?) affondare significherebbe semplicemente calare un silente sipario acqueo e il conseguente oblio. L’eliminazione dalla massima rassegna calcistica al contrario equivarrebbe a finire nel tritacarne delle critiche, critiche feroci, quasi dantesche, che cancellerebbero anche quell’incredibile vittoria in Germania del 2006 (nel senso che ancora oggi, riguardando gli episodi di quattro anni fa, è difficile credere che quell’Italia sia stata in grado di vincere il Mondiale).
Altro che l’Italia di Bearzot (lo ha detto, in questi giorni, lo stesso grande cittì del Mundial di Spagna ’82) questa è una squadra volutamente di non campioni. Di giocatori onesti che hanno buone qualità tecniche ma che soprattutto fanno gruppo, un po’ come la Corea del Sud, che almeno, beata lei, si è già qualificata per gli ottavi.
Contro la Slovacchia, oggi, ci sarà da soffrire. La condizione ideale per gli italici calciatori che quando c’è da stringersi a coorte lo fanno senza fiatare e con dedizione, mentre quando non è questione di vita o di morte (sportivamente parlando, s’intende) rischiano topiche colossali, del calibro di perdere quasi con la Nuova Zelanda. Che poi, tanto per fare un piccolo ma doveroso inciso, non è vero che abbia fatto un solo tiro in porta come ha detto Lippi, ma ha pure rischiato il raddoppio nella fase più calda del match.
L’Italia camaleontica di Marcello Lippi contro Hamsik e soci cambierà di nuovo modulo. Il terzo in tre partite (per non contare quelli cambiati a partita in corso, dopo aver regalato almeno un tempo agli avversari). Questa volta sarà un 4-3-3 con la difesa confermata (Marchetti fra i pali, Zambrotta, Cannavaro, Chiellini e Criscito in linea), con un centrocampo ringhiante (l’inamovibile De Rossi, un Montolivo che deve osare ancora di più e soprattutto col debutto di Gattuso) e con un tridente composto da Pepe, Iaquinta e Di Natale (quest’ultimo fuori ruolo, tanto per cambiare). Bocciati dunque Marchisio e Gilardino, rimandati Camoranesi e Pazzini. Di Pirlo Lippi ha detto che partirà dalla panchina, ma almeno è pronto per scendere in campo ed è un’ottima notizia speriamo che serva a qualcosa; per Quagliarella invece il momento del debutto mondiale è ancora rimandato, anche se le sue quotazioni sono in rialzo (uno scampolo di partita per lui questa volta?) non fosse altro che in virtù delle deludenti prove dei compagni di reparto. Certo è che Lippi nel 4-3-3 lo farebbe giocare sulla fascia, che non è proprio la sua declinazione migliore.

“Il commissario tecnico dell’Italia ci crede”, battono tutte le agenzie di stampa. Che poi è una notizia come il cane che morde l’uomo, quindi cosa non degna di nota. Gli slovacchi d’altronde sono avversario ben più modesto di quanto ci si poteva aspettare alla vigilia e l’Italia deve a tutti i costi fare bottino pieno (anche se con un po’ di fortuna basterebbe anche un pari), possibilmente con qualche golletto, per sperare in uno scivolone del Paraguay contro la Nuova Zelanda. Così si potrebbe riuscire anche ad evitare l’ottavo di finale contro l’Olanda e l’eventuale quarto contro Spagna o Brasile.
Ma poi tanto l’Italia non gioca meglio quando è la partita della vita o della morte? Perché alla fine sarebbe quasi meglio infilarsi nell’ottovolante. Naturalmente sempre che questa banalità sia vera. Ma il dubbio ce lo toglieremo presto: a dircelo sarà, già oggi, la fatal Slovacchia.

LE PROBABILI FORMAZIONI
ITALIA (4-3-3):
12 Marchetti, 19 Zambrotta, 5 Cannavaro, 4 Chiellini, 3 Criscito 8 Gattuso, 6 De Rossi, 22 Montolivo, 7 Pepe, 9 Iaquinta, 10 Di Natale. (14 De Sanctis, 2 Maggio, 23 Bonucci, 13 Bocchetti, 17 Palombo, 16 Camoranesi, 21 Pirlo, 15 Marchisio, 11 Gilardino, 20 Pazzini, 18 Quagliarella). All. Lippi.
SLOVACCHIA (4-5-1): 1 Mucha, 22 Petras, 3 Skrtel, 16 Durica, 2 Pekarik, 7 Weiss, 20 Kopunek, 17 Hamsik, 6 Strba, 9 Sestak, 11 Vittek. (12 Pernis e 23 Kuciak portieri, 5 Zabavnik, 4 Cech 8 Kozak, 21 Salata, 14 Jakubko, 15 Stoch, 10 Sapara, 18 Jendrisek, 13 Holosko, 19 Kucka). All. Weiss.
ARBITRO: Webb (Ing).

LE PARTITE DI IERI: AVANTI INGHILTERRA E GERMANIA
La figuraccia della Francia non è stata seguita da Inghilterra e Germania, che alla fine si sono qualificate per la seconda fase. Certo, una come prima nel proprio girone (la Germania, davanti al Ghana) e una come seconda (l’Inghilterra, beffata al 90’ dagli Usa che in un sol colpo hanno trafitto l’Algeria, eliminato la Serbia e sorpassato i padri fondatori calcistici della terra d’Albione), e questo implica uno scontro diretto da brividi negli ottavi di finale.
Le due partite di ieri pomeriggio sono state un piccolo dramma sportivo. Da una parte la squadra di Capello che doveva vincere a tutti i costi – e l’ha fatto, per 1 a 0 grazie a una zampata del controverso Defoe – sulla Slovenia per passare il turno ma soprattutto per vincere il freno psicologico che li ha accompagnati dal primo minuto in Sudafrica, dall’altra gli Stati Uniti che fino al gol di Donovan al 90’ erano eliminati, e che invece si trovano ora agli ottavi di finale in uno spicchio di tabellone peraltro non impossibile.
In serata invece la Germania giocava contro il Ghana e contro il fantasma del ko contro la Serbia che aveva spazzato via in un sol colpo la goleada contro l’Australia all’esordio e tutta la teutonica sicumera. I tedeschi hanno faticato, hanno corso anche non pochi rischi ma con un eurogol (ma forse sarebbe più giusto definirlo un mondogol, visto il contesto) di Ozil e alla fine vanno avanti. Come sempre del resto. La Serbia che doveva piegare l’Australia per andare avanti si è invece accartocciata su se stessa e nel contempo gli aussies penalizzati dalla differenza reti tornano mestamente a casa.
Gli accoppiamenti già certi negli ottavi di finale sono dunque i seguenti: Uruguay – Corea del Sud, Argentina – Messico, Ghana – Stati Uniti, Germania – Inghilterra.

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