Lettera22punto0 – Blog di Loris Pironi

7 maggio 2010

Dal 21 maggio 2010 San Marino Fixing, il “mio” San Marino Fixing, sbarca in edicola

Prima la notizia, senza troppi giri di parole, come si fa quando è importante. Da venerdì 21 maggio, San Marino Fixing sbarca in edicola. In tutte le edicole della Repubblica di San Marino (e qualcuna di Rimini). Si tratta di un passaggio importante per un giornale che da 18 anni arriva sulle scrivanie degli imprenditori e dei dirigenti sammarinesi. Perché questa decisione? Perché riteniamo che in un momento straordinario sia necessario uno sforzo straordinario. Il nostro sforzo è quello di informare, di aggiornare, di sviscerare i problemi. E pensiamo che sia arrivato il momento di rivolgerci ad un pubblico più ampio, a tutto il Paese, proprio per andare incontro all’esigenza di chi vuole essere informato sui nostri argomenti di sempre, che oggi sono di assoluta attualità. Continueremo sulla strada del rigore, dell’attenzione, dell’impegno giornalistico, delle inchieste e degli approfondimenti normativi, come sempre affiancati dalla ricerca delle best practices da cui farsi ispirare, e dall’immancabile sguardo oltre confine (perché è ampliando gli orizzonti che si migliora). Più in generale San Marino Fixing continuerà ad avere come proprio punto di riferimento il mondo dell’impresa, cercando di offrire un’informazione ampia e approfondita, che sia un complemento di quella dei giornali quotidiani, a cui ovviamente non ci sovrapponiamo. E a proposito di informazione complementare, un settimanale non può non avere uno sbocco sul mare di internet. I nostri due portali, lo storico www.sanmarinoweb.com e il nuovo www.sanmarinofixing.com, su cui puntiamo molto, offrono l’indispensabile aggiornamento quotidiano. Per stare sempre al passo. Anzi, un passo avanti.

Clicca sulla copertina per sfogliare il giornale

15 aprile 2010

Riparte il corso Giornalisti in erba. Finalmente!

Ci sono tante cose che vorrei dire, che vorrei approfondire, che vorrei segnalare. Notizie che mi colpiscono, avvenimenti che mi coinvolgono, persone e situazioni di cui mi piacerebbe raccontare. Quello che manca, me ne rendo conto, è il tempo. E a volte quando un po’ di tempo lo possiamo recuperare, magari a venire meno è la lucidità. Come giornalista sono nato con la carta, e la carta è come il tempo, non va sprecata. Quando scriviamo qualcosa, per me, è sempre qualcosa che deve rimanere. Scrivere per scrivere, come spesso succede per il web, non fa per me.

Adesso ho deciso di ritagliarmi un po’ di tempo. Se la lucidità è quella giusta lo scoprirò presto, per ora ne approfitto e lancio 2-3 post in rapida successione.

La prima notizia è personale e riguarda il corso di giornalismo riservato ai ragazzi delle scuole medie che inizia proprio oggi pomeriggio che curo insieme alla scrittrice Simona B. Lenic. Nel primo corso è nato Flying, giornale on line realizzato dai nostri ragazzi, che dopo aver trovato il nome della rivista, dopo aver ragionato su quello che volevano raccontare sul loro giornale, dopo aver realizzato la grafica della testata hanno scritto tutto quello che pensavano e che volevano dire. E, qualcuno potrà rimanerne sorpreso (io certo no, non ne avevo alcun dubbio) hanno davvero tanto da dire e lo sanno dire bene, con chiarezza e buon linguaggio.

Per questo voglio dire che sono molto contento che oggi si ricomincia.

PER CHI VOLESSE SAPERNE DI PIU’ SUL CORSO GIORNALISTI IN ERBA

IL PRIMO NUMERO DI FLYING, SFOGLIABILE ON LINE


26 marzo 2010

Un pomeriggio a parlare di Afghanistan e talebani con Daniele Mastrogiacomo

Una piccola informazione, per così dire, di servizio. Domani pomeriggio, 27 marzo, a San Marino, presento il libro di Daniele Mastrogiacomo “I giorni della paura”.

Mastrogiacomo è l’inviato di Repubblica che nel 2007 saltò il fossato e passò da raccontatore di notizie a notizia suo malgrado, finendo catturato dai talebani. La sua storia, i retroscena, l’inquietante dover convivere con la paura, Mastrogiacomo l’ha raccontato nel suo libro. Insieme ne parleremo alle ore 18 al Villino Bonelli di Montecchio (San Marino), nell’ambito della rassegna Libri più Libri.

Chi fosse in giro da quelle parti è il benvenuto.

Chi volesse approfondire la notizia può farlo qui.

Qui invece un link per saperne di più sul libro.

16 ottobre 2009

Libertà di stampa e limiti di responsabilità, scusate ma io sto con Napolitano

Giorgio Napolitano 2

Altro che le carnascialesche manifestazioni per la libertà di stampa. Malgrado qualche suo scivolone (vedi la firma sul lodo Alfano), ho sempre più stima, ogni giorno che passa, per il nostro Presidente Giorgio Napolitano. Che, in occasione della giornata mondiale dell’informazione ha invocato da una parte l’equilibrio da parte della politica nei confronti dell’informazione, e dall’altra ha sottolineato che i media devono ricordarsi che hanno dei “limiti di responsabilità”.

Ribadisco ancora una volta che, a mio parere, da addetto ai lavori, in Italia il vero problema non è la libertà di stampa, ma l’incontinenza della politica che ha impregnato le redazioni dei giornali, e il bipolarismo dell’informazione che impedisce di sfoderare ragionamenti a colori: solo bianco o solo nero.

Questo non vuole dire che fare il giornalista in Italia sia semplice e senza intoppi, ma le querele di Berlusconi a Repubblica mi fanno meno paura di quelle che arrivano alle redazioni dei giornali locali, più deboli e decisamente meno tutelati. E le minacce, quelle serie, che fanno rabbrividire (ma che puntualmente passano sotto silenzio), sono quelle che colpiscono non gli opinionisti ma i giornalisti che lottano sul campo, che parlano di mafia e di camorra. Quelli che non vanno a caccia di scoop rovistando nei cestini della carta straccia dei colleghi direttori di giornali, ma che mettono il naso nelle discariche controllate dalla malavita. Sono loro che andrebbero difesi a spada tratta, non (solo) i paperoni come Santoro.

Napolitano parla ancora di un discorso di tre anni fa in cui in occasioni analoghe a quella di oggi, espresse “il profondo convincimento circa il carattere discriminante che l’esistenza di una stampa e di una informazione pluralistiche e libere assume per distinguere la democrazia dal dispotismo. E nello stesso tempo volli sottolineare come nei sistemi democratici e costituzionali dell’Occidente occorra combinare più valori, più diritti degni di tutela, come sancito d’altronde nell’articolo 10 della Convenzione europea del 1948 sui diritti dell’uomo”.

Il nostro Presidente ha concluso dicendo che “si tratta di equilibri difficili e sempre oggetto di controversie, ma a cui non si può sostituire da parte del giornalismo la sottovalutazione di limiti e di responsabilità da riconoscere e da proiettare nel proprio modo di lavorare”.

Come non essere d’accordo?

5 ottobre 2009

Hanno ragione Minzolini e Beppe Grillo: è una cosa pazzesca

Filed under: Giornalismi — lettera22punto0 @ 3:29 pm
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Per fortuna che non sono il direttore del TG1. Altrimenti avrebbero messo in croce anche me: anch’io come Minzolini – pur deprecando il modo indefesso in cui svolge il suo ruolo di cane da guardia del governo -, da giornalista, ritengo assurda la manifestazione di piazza per la libertà di stampa.

Riflettendo sulla questione, oggi, mi sento un po’ spiazzato, come se avessi perso tutto ad un tratto i miei punti di riferimento. Da non credere: per una volta mi trovo infatti d’accordo con Minzolini e in contemporanea anche con Beppe Grillo, che si chiede che senso ha rimandare la manifestazione sulla libertà di stampa dopo la strage di Kabul e poi farla ugualmente con oltre 20 morti a Messina”.

Se si facesse una manifestazione di piazza per liberare la stampa dai partiti (Rai in primis), allora sì che aderirei volentieri. Una manifestazione contro la lottizzazione dell’informazione, contro l’appiattimento delle opinioni a due sole possibilità, bianco o nero, destra o sinistra. Una manifestazione senza bandiere, senza strumentalizzazioni, per disintossicare il giornalismo italiano dalla droga delle veline. Non quelle che sgambettano: quelle che fanno scodinzolare i giornalisti.

liberta di stampa_manifestazione roma2009_1

30 settembre 2009

Carta straccia e tv spazzatura, il buon costume non basta più. Si modifichi la Costituzione

top-cat_riunione di redazione

Notizie-spazzatura? Diamole ai gatti (qui il simpaticissimo Top Cat con la sua redazione, pardon, con la sua gang)

L’articolo 21 della Costituzione, alla fine del primo periodo dell’ultimo comma, recita testualmente: “Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume”. Vogliamo che sia integrato con “o lesive della dignità della persona o del diritto alla riservatezza”? E’ questo il senso della proposta di modifica che il Presidente Emerito Francesco Cossiga ha sottoscritto, insieme ad altri 40 senatori, per contrapporre una diga al dilagante imbarbarimento dei media, stampa e tv in un unico calderone. Siete d’accordo con questa proposta? Intanto ci si interroga in questi giorni sulla libertà di stampa. Può darsi che in uno dei miei prossimi post mi cimenterò con qualche sano ragionamento sul grande dilemma di questi giorni: la libertà di stampa (in Italia, non in Venezuela) è davvero a rischio? I poveri Santoro, Vauro, Travaglio, Fazio (ma lui che c’entra?), martirizzati – ma oggi santificati – da un debordante Premier, sono davvero la bandiera di una categoria che rischia di essere ammainata? Personalmente ritengo la manifestazione programmata in difesa della libertà di stampa una ridicolaggine, nella migliore delle ipotesi una iniziativa strumentale. Il vero problema è la deriva trash del giornalismo, sempre più costretto a frugare nel bidone della spazzatura per scovare qualcosa da tirare addosso all’avversario di turno. Solo che non dovrebbe pensarci la politica – mi riferisco soprattutto al caso Rai ma anche alla proposta di modifica della Costituzione – ad arginare (per le proprie convenienze di parte) questo che è un problema reale. Dovrebbero essere gli stessi giornalisti ad avere un proprio decoro personale. E dove non ci arrivano loro, cioè noi, dovrebbe pensarci (utopia) l’Ordine dei Giornalisti. Altrimenti prima o poi finiremo per trovarci in tv una qualche escort a spiegarci come va il mondo…

28 settembre 2009

Giornalisti che ci lasciano le penne (senza minuti di silenzio)

In questi giorni ho poco tempo da dedicare all’aggiornamento del blog.  E così vi consiglio di andare a leggere il post sul blog del nostro (nel senso di Fixing) Saverio Mercadante, sui giornalisti morti nell’eroico adempimento del proprio lavoro (non sono militari ma in Afghanistan e in troppi altri posti ci lasciano le penne come chi indossa la divisa e spesso anche di più), che trae spunto dal film Fort Apàsc di Marco Risi sulla vera storia di Giancarlo Siani, giornalista free lance per il Mattino, unico giornalista ucciso dalla camorra.

Il film è inserito nella cinquina di papabili per andare a rappresentare l’Italia alla corsa all’Oscar.

E questo è il link al post che vi dicevo. Buona lettura.

Questa foto di Giancarlo Siani è stata tratta dal sito www.giancarlosiani.it

Questa foto di Giancarlo Siani è stata tratta dal sito http://www.giancarlosiani.it

24 settembre 2009

I have a dream: un giornale che sia libero (con la L minuscola…)

Filed under: Giornalismi — lettera22punto0 @ 5:54 pm
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il fatto quotidianoCome promesso sono riuscito a farmi mettere via una copia del primo numero del Fatto Quotidiano. L’ho sfogliato, l’ho letto, da addetto ai lavori mi è piaciuto, pur non essendo in linea con la linea editoriale. Non mi soffermo sui refusi come già ha fatto qualcuno per attaccare il giornale di Padellaro, Travaglio e co.: quelli non contano, non dicono niente. Ribadisco il concetto già affermato dopo aver visto il giornale di sfuggita due ore dopo che era uscito in edicola, e cioè che la grafica è un po’ troppo spartana (anche l’occhio vuole la sua parte). Ma anche questo è marginale. Nessuna sorpresa sulla qualità dei giornalisti, né sugli argomenti trattati (quanta voglia di scoop giudiziari!). Dicono che alla fine siano state stampate 100 mila copie più altre 50 mila di ristampa per il primo numero, e oggi in edicola sono arrivate circa il doppio delle copie. Tiratura da buon giornale, quasi ottimo, se si considera che in Italia si leggono troppo pochi quotidiani. Per capire a che altezza si attesterà nella classifica dei giornali più venduti, occorrerà aspettare almeno un’altra decina di giorni. Sfogliando il Fatto mi è venuto però da riflettere sul fatto che in edicola il giornale dei miei sogni non esiste. Un giornale libero, indipendente. Indipendente dalla politica, dalle idee politiche, che stanno appiattendo la stampa sulle posizioni dei partiti (dei loro leader). Un giornale che non attacchi la destra perché è asservito al Pd, un giornale che non attacchi l’opposizione perché è di proprietà o comunque vicino al Premier. Un giornale che non attacchi tutti perché è vicino a Di Pietro. Un giornale libero, insomma, non so se mi avete capito, di quelli che non ci sono più. Di quelli che forse non ci sono mai stati. Non mi voglio aggrappare al fantasma di Indro Montanelli, vorrei soltanto trovare un giornale fatto di giornalisti bravi, coraggiosi, che sappiano scovare le notizie anche senza rovistare nei cestini della carta straccia, che abbiano anche proprie idee (perché prediligere i fatti e fare la guerra alle opinioni?) non genuflesse davanti a questo o quel potere.

I have a dream: un giornale che sia libero (con la L minuscola). Per davvero.

23 settembre 2009

Colpo di scena, Il Fatto Quotidiano va subito a ruba…

Filed under: Giornalismi — lettera22punto0 @ 10:26 am
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La prima Prima del Fatto

La prima Prima del Fatto

Un aggiornamento sul Fatto Quotidiano, il giornale diretto da Antonio Padellaro che oggi esce per la prima volta in edicola e che sta destando parecchie curiosità, anche più di quanto ci si potesse aspettare per un nuovo giornale. Secondo le prime dichiarazioni sono state tirate 50 mila copie. Tutte ovviamente “bruciate” nella primissima mattinata, tanto che in radio il direttore ha anticipato la possibilità di una prontissima ristampa. Io il giornale me lo leggerò tranquillamente stasera (prudentemente me lo sono fatto mettere da parte…), ma ho avuto modo comunque di vedere la prima pagina. Devo dire che la grafica non è entusiasmante, ma in fondo se è come dicono “un giornale di giornalisti”, i giornalisti da sempre la grafica non la considerano o nella migliore delle ipotesi la strapazzano. Come notizia principale c’è Gianni Letta, indagato per abuso d’ufficio, turbativa d’asta e truffa aggravata, uno scoop giudiziario che anche in questo caso non sorprende come genere, vista la presenza di alcuni magistrati tra le “firme” e la malcelata amicizia con il partito di Di Pietro. Ad ogni modo, a margine di questa “prima”, un paio di cose fanno effetto. Innanzitutto la stima di tanti lettori, uno zoccolo duro da fare invidia. E poi l’invidia – appunto – di tanti colleghi, che da destra e da sinistra hanno sputato veleno su questa nuova avventura o l’hanno “censurata”, finendo per fare involontariamente un grande “spot” a Travaglio e co. che sull’astio – elargito a piene mani e ricevuto con altrettanta abbondanza – hanno costruito la propria fortuna.

Comunque domani, dopo averlo letto con calma, vi dirò cosa ne penso.

22 settembre 2009

Il Fatto è che nasce un nuovo giornale. E giù polemiche, prima ancora che parta

giornaliProprio nei giorni in cui la Federazione della Stampa vorrebbe fare una manifestazione per la libertà di stampa (salvo poi rimandarla), parte una nuova iniziativa editoriale, e ve la voglio segnalare. Domani mattina sarà infatti in edicola Il Fatto Quotidiano, direttore Antonio Padellaro. Sarà un “giornale di giornalisti”, che è diventato un po’ il motto, in questa fase di lancio, con grandi firme, giornalisti molto conosciuti (apprezzati o detestati, a seconda da che parte si guardano), a partire da Marco Travaglio, Peter Gomez, Marco Lillo, Stefano Feltri e, alla rubrica delle lettere, Furio Colombo. L’“autopromo” del Fatto parla di un giornale senza padroni e senza finanziamenti pubblici. Sarà schierato politicamente a sinistra, ma in maniera diversa da Repubblica o L’Unità (che infatti, secondo i maligni, finora hanno volutamente ignorato questa iniziativa editoriale). Si manterrà principalmente con gli abbonamenti, cartacei e in pdf, ha già fatto molto parlare di sé. Il Foglio, il giornale di Giuliano Ferrara, ha pubblicato un articolo cliccatissimo sul web e ripreso da tanti blogger in cui lo definisce “il primo giornale che quando lo tocchi fa tin tin”, polemicamente, s’intende, alludendo al fatto che ha già raccolto circa 30 mila abbonamenti così, sulla fiducia.

In bocca al lupo per la nuova avventura, intanto il mio edicolante di fiducia, Davide, sa già che mi deve mettere da parte la prima copia.

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