Lettera22punto0 – Blog di Loris Pironi

19 luglio 2011

Dove può arrivare la libertà di stampa? Intercettazioni e slealtà, note a margine sulla chiusura del News of the World

La libertà di stampa. Un bel concetto, con cui ci si riempie la bocca. Un concetto sfruttato soprattutto da chi ha a propria disposizione le massime garanzie – leggi i baroni della Rai – quando invece c’è davvero chi lavora senza tutele.

Quello su cui vorrei riflettere oggi è fino a dove la libertà di stampa può arrivare.

Sui giornali italiani leggiamo valanghe di intercettazioni telefoniche, comodamente fatte arrivare ai giornalisti amici dai magistrati, prima ancora che queste vengano rese note ai diretti interessati. La pubblicazione delle intercettazioni che riguardano episodi o aspetti della vita che non toccano neanche marginalmente le eventuali inchieste in corso è il vero scandalo, e lo dico da giornalista. Una vergogna che mette in mostra l’aspetto peggiore delle relazioni pericolose che legano tra loro in maniera perversa i media, la magistratura e la politica.

Certo, c’è chi sta peggio, ma questo non consola. Una riflessione è d’obbligo sulla chiusura del News of the World, il domenicale del Sun, oltre 2,5 milioni di lettori.

Al News of the World la prassi, per andare a caccia di scoop, era l’intercettazione telefonica selvaggia, ai danni di persone ignare, spesso coinvolte – anche nei panni di vittima – di episodi di cronaca. Di questo caso se ne sono occupati i media di tutto il mondo, quindi non aggiungo altro, se non che il proprietario del gruppo, Rupert Murdoch sempre lui, ha deciso di abbassare la saracinesca di questa storico settimanale, un attimo prima che venisse travolto definitivamente dallo scandalo (chi avrebbe più fatto pubblicità sul Now?).

La fine ingloriosa di una testata che ha fatto la storia è stata ancora più ingloriosa se si pensa all’epilogo del direttore all’epoca dei fatti, la rossa rampante Rebekah Brooks, che prima di lasciarsi convincere alle dimissioni ha opposto una strenua e indecorosa resistenza dal suo ruolo attuale, la guida del News International, ovvero il braccio armato di Murdoch nella gestione dei quotidiani britannici e statunitensi. Resistere resistere resistere: le agenzie raccontano che durante la riunione di redazione aveva dichiarato di non volersi dimettere perché non sapeva cosa stava realmente accadendo. Poi ha dovuto tagliare la corda, protetta dai body guard, perché i colleghi infuriati la volevano linciare. Il vaso di pandora aperto dal Now potrebbe offrire altri spunti ancora più inquietanti.

Ora, qual è a differenza tra lo scandalo del News of the World e lo scandalo strisciante del giornalismo italiano? Mentre il giornale di Murdoch (nella foto) oltre ai personaggi noti spiava anche nella vita delle persone qualsiasi, in Italia invece i giornali, accontentando il vouyerismo dei propri lettori, si limitano a frugare nel torbido delle telefonate dei personaggi noti, soprattutto politici, prendendo di mira quelli di parte avversa.

In sintesi, lo scandalo inglese è scandalo perché tocca (anche) le persone comuni, su quello italiano invece c’è chi pensa ci si possa passare sopra, perché frugare nella vita delle persone note, meglio se politici, significa tenere sotto assedio la famigerata casta. Come se poi frugando tra le telefonate dei politici di turno si possa davvero pensare di sapere cosa pensano davvero.

Bene, io sono un garantista allo stremo, e la libertà delle persone non può essere violata. Che sia la mia, quella dell’imprenditore o del politico, che vi piaccia o no il personaggio in questione, che la pensi come voi oppure no. Attenzione però: non dico che in un’indagine non si debbano utilizzare anche lo strumento delle intercettazioni. Semplicemente dico che anche in guerra (nella guerra politica e mediatica a cui stiamo assistendo) ci sono delle convenzioni da rispettare.

Proprio in questo momento lo Squalo Murdoch si sta difendendo dalle pesantissime accuse di fronte alla commissione parlamentare d’inchiesta britannica, insieme al figlio James e a Rebekah Brooks, e le voci che si rincorrono parlano anche dell’ipotesi di un addio, dopo quello che ha definito il momento più umiliante di tutta la sua vita. Vedremo come ne uscirà.

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1 commento »

  1. Ci sarebbe da chiedersi come sia possibile che i testi delle intercettazioni vengano dati integralmente alla stampa (in Italia) e come sia possibile che il News Of The World abbia potuto lui stesso “intercettare” le telecomunicazioni. Da quel che ne so io, per mettere un telefono sotto controllo e registrare le telefonate (o gli sms) oppure per avere le email bisogna che dall’altra parte (Telecom, provider internet) ci sia materialmente collaborazione … dunque chi era che intercettava le telefonate senza il consenso della magistratura britannica o meno?
    Poi, parlando di noi italiani, anche secondo me, quando un’indagine è aperta, dovrebbe essere vietatissimo diffondere i testi delle telefonate intercettate, men che meno quelle di nessuna rilevanza penale se non gossippara.
    Ad inchiesta conclusa, i punti salienti delle intercettazioni potrebbero venir dati in pasto alla stampa, per la giusta libertà di informazione, ma solo quelli con rilevanza all’interno del procedimento penale.
    Tutto il resto sono chiacchiere e intrusione nella vita privata di altri, bravi o cattivi che siano.
    Secondo me ancora dovranno venire fuori nomi dall’inchiesta newsoftheworld …
    Bell’articolo
    Moo

    Commento di Moorow — 20 luglio 2011 @ 3:29 pm | Rispondi


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