Lettera22punto0 – Blog di Loris Pironi

21 giugno 2010

Un’Italia senza identità non può fare troppa strada

Il gol di Iaquinta su rigore contro la Nuova Zelanda

Mai come in occasione di questo mondiale calcistico il vecchio continente è apparso davvero così vecchio. Tutte le nazioni che da sempre sono ai vertici del movimento calcistico stanno facendo fatica. La Francia è praticamente già fuori e in piena bufera (ma che sorpresa), la Germania ha subito l’onta della sconfitta, la Spagna non si è ancora risvegliata dall’incubo elvetico, l’Inghilterra di Fabio Capello proprio non riesce a vincere. E l’Italia, dopo il pareggino dell’esordio con il Paraguay, sta seguendo la stessa strada della squadra di Albione. Solo l’Olanda viaggia col vento in poppa, e gli azzurri – nel caso tutt’altro che scontato che superino il turno – potrebbe avere l’incrocio peggiore negli ottavi di finale, forse il peggiore di tutti assieme a quelli contro Argentina e Brasile. Sulle prime pagine di tutti i giornali oggi sono pesantissime le critiche all’Italia di Lippi dopo il pari acciuffato grazie a un rigorino procurato con furbizia da De Rossi contro i modesti neozelandesi. E noi non possiamo esimerci dall’aggiungerci il carico. In due partite Lippi ha cambiato tre volte modulo (prima l’improbabile 4-2-3-1, poi un asfittico 4-4-2 del secondo tempo coi sudamericani, quindi il 4-3-3- della ripresa contro gli All Whites), ha fatto ruotare tutti i giocatori del proprio reparto offensivo. Va bene la duttilità del modulo come arma tattica e la bravura dei giocatori ad adeguarsi ad esso, ma esagerare significa ingenerare una confusione che non paga. Lippi ha voluto fortemente, e si è vantato di questo, portare in Sudafrica una squadra senza stelle. Si può concordare che i vari Cassano, Balotelli e Borriello non siano stelle (non stelle alla Cristiano Ronaldo o Kaka quanto meno, anche se per Totti il discorso potrebbe essere leggermente diverso), ma non può lamentarsi oggi se i giocatori che ha portato non gli risolvono le partite. Per quello, appunto, servono i fuoriclasse, e lui in Sudafrica non li ha voluti o potuti portare. Contro il Paraguay e poi contro la Nuova Zelanda, l’Italia ha inoltre regalato agli avversari un tempo intero, in entrambi i casi il primo tempo. Ha messo in campo per due volte una formazione con giocatori fuori ruolo (Marchisio, Iaquinta…), ha preso due gol identici da palle inattive sulla trequarti (questo è lavoro, lavoro, lavoro in allenamento). Ha dovuto cambiare in corsa per trovare soluzioni frontali data la sterilità degli attacchi sulle fasce (a proposito, i giganti della Nuova Zelanda in particolare ringraziano per tutti i cross imprendibili per i piccoletti azzurri piovuti in mezzo all’area). Cosa si può pretendere di diverso quando ci si intestardisce così? Una riflessione infine sugli scenari futuri. L’Italia per qualificarsi deve vincere a tutti i costi con la Slovacchia, altrimenti solo le leggi del caso (o del caos) potrebbero graziarla. Qui non siamo a Espana 82, Lippi non è Bearzot (al limite il parallelo finora può essere più concreto con il Bearzot del 1986, quello del declino), Gilardino non pare proprio il Pablito Rossi di allora. Il primo posto nel girone può arrivare solo con un successo con almeno 3 gol di scarto e con un contemporaneo pareggio tra Nuova Zelanda e Paraguay, o con 2 gol di scarto se, a conti fatti, gli azzurri avranno segnato più gol dei sudamericani. In caso di contemporanea vittoria della Nuova Zelanda invece l’Italia dovrebbe (vincere, e) fare i conti con la differenza reti degli oceanici. Altrimenti, secondo posto assicurato e incrocio con la pimpante Olanda. Il Paraguay oggi è in testa al girone con 4 punti, e se vincesse la prossima sfida, non ci sarebbero conteggi da fare: il primo posto sarebbe assicurato. Allora all’Italia potrebbe bastare anche un pari con la Slovacchia, perché le altre due rivali sarebbero ferme a 2 punticini contro i 3 miseri ipotetici degli azzurri. Anche nel caso di uno sciagurato terzo pareggio l’Italia potrebbe passare il turno come seconda, ma solo se la Nuova Zelanda pareggiasse col Paraguay e alla fine segnasse meno gol dell’Italia. Il rischio è anche che a decidere il tutto, in caso di stesso numero di gol fatti (cosa che accadrebbe in virtù di un identico risultato per Italia – Slovacchia e Nuova Zelanda – Paraguay), potrebbe essere la famigerata monetina.

IL TABELLINO

Nuova Zelanda – Italia 1-1 (1-1)

ITALIA (4-4-2): 12 Marchetti sv, 19 Zambrotta 6,5, 5 Cannavaro 6, 4 Chiellini 6, 3 Criscito 5, 7 Pepe 5,5, (al 1′ st. 16 Camoranesi 5,5), 6 De Rossi 6, 22 Montolivo 6,5, 15 Marchisio 5 (al 16′ st. Pazzini 5), 11 Gilardino 4,5 (al 1’st. 10 Di Natale 5), 9 Iaquinta 5,5. A disp. 14 De Sanctis, 13 Bocchetti, 23 Bonucci, 2 Maggio, 8 Gattuso, 17 Palombo, 21 Pirlo, 18 Quagliarella. All. Lippi.
NUOVA ZELANDA (3-4-3): 1 Paston 6,5, 4 Reid 6, 6 Nelsen 6, 19 Smith 5,5, 11 Bertos 5,5, 5 Vicelich 6 (al 36′ st. 21 Cristie 5,5), 7 Elliott 5, 3 Lochhead 5, 14 Fallon 6 (al 17′ st. 20 Wood 6), 10 Killen 5 (al 48′ st. 13 Barron 5,5), 9 Smeltz 6. A disp. 23 Bannatyne, 12 Moss, 2 Sigmund, 18 Boyens, 8 Brown, 15 Mc Glinchey, 16 Clapham, 17 Mulligan, 22 Brockie. All. Herbert.
ARBITRO: Batres (Gua) 5.
RETI: al 7′ pt. Smeltz, al 29′ pt. Iaquinta (rig.).
NOTE. Ammoniti: Fallon, Smith, Nelsen.

PAGELLE ITALIA
MARCHETTI sv Incolpevole sul gol, peraltro viziato da due irregolarità.
ZAMBROTTA 6,5 Spinge e si danna in avanti (tanto dietro non serviva contro avversari così modesti).
CANNAVARO 6 Unico rischio le gomitate in faccia.
CHIELLINI 6 Idem come Cannavaro.
CRISCITO 5 Non pompa come potrebbe, serviva qualcosa di più.
PEPE 5,5 E’ il più in forma degli azzurri ma finisce sotto la doccia all’intervallo.
CAMORANESI (1’st) 5,5 Confusionario, ma è l’unico in grado di verticalizzare, anche se Lippi è l’unico a non essersene accorto.
DE ROSSI 6 Un prezioso rigore da furbetto del campetto e tanta corsa, ancora una volta. Prezioso.
MONTOLIVO 6,5 Non sarà un Pirlo, ma resta il migliore in campo per gli azzurri ed è già qualcosa.
MARCHISIO 5 Completamente fuori ruolo e fuori posto in questa Italia.
PAZZINI 5 (16’st) Non tocca quasi mai palloni giocabili (ma è poi colpa sua?)
GILARDINO 4,5 Palloni giocabili: zero. Tiri in porta: zero. Ma perché lo costringono a giocare spalle alla porta?
DI NATALE 5 (1’st) Ancora una volta dal re dei bomber italici ci si aspettava di più.
IAQUINTA 5,5 Cambia ruolo forma e posizione peggio di un Barbapapa, meglio nella ripresa da prima punta, alla Borriello per intendersi. Glaciale dal dischetto.

da www.sanmarinofixing.com

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