Lettera22punto0 – Blog di Loris Pironi

10 novembre 2009

Minzolini accende il microfono. E a qualcuno si drizzano i capelli

minzolini

Augusto Minzolini. Fonte: dalla rete

Gli editoriali di Minzolini, direttore del Tg1, continuano a scatenare polemiche. Al di là dell’argomento specifico in questione (questa volta era l’immunità parlamentare, la volta scorsa la libertà di stampa), ogni volta che va in video il buon Augusto fa venire i capelli dritti a quelli della Commissione di Vigilanza. Personalmente non sono troppo d’accordo con Minzolini: condivido molto più i suoi ragionamenti sulla libertà di stampa (che in Italia non è assolutamente in pericolo, tant’è che ognuno può dire e scrivere tutto quello che gli passa per la testa, ma l’avevo già scritto QUI, in un altro post) che la tesi sul ritorno alla immunità parlamentare, solo perché i Padri della Costituzione che la introdussero nel nostro quadro normativo “non erano certo dei malandrini”. O meglio, ragionando in termini assoluti potrebbe avere anche ragione, ma è il quadro in cui si andrebbe a inserire questo provvedimento che lo renderebbe poco cristallino. Opinabile, dunque.

Il fatto su cui mi voglio soffermare, da giornalista, da direttore di una testata, è allora questo: possibile che in Italia tutti possano dire tutto quello che passa per la testa tranne il direttore del Tg1? Perché nessuno ha niente da ridire se Ezio Mauro Gianni Riotta o Ferruccio De Bortoli si svegliano la mattina con un’idea in testa e prendono il computer per scrivere il loro bell’editoriale, mentre se lo fa Minzolini rischia ogni volta di essere cacciato?

Perché Repubblica, il Corriere della Sera o Il Sole-24 Ore sono in mano a gruppi privati, qualcuno potrebbe obiettare (anzi, obietterà sicuramente).

E perché allora un qualsiasi giornalista di qualsiasi testata Rai può usare la televisione per esprimere la propria opinione? (Nomi in questo caso non serve neanche farli: una intera trasmissione in prima serata varrà pure 5 minuti di editoriale).

La risposta a tutte queste domande è una sola: perché se si proclama il diritto ad una libera espressione nella televisione pubblica, questo diritto deve essere garantito a tutti, anche a un Minzolini qualsiasi.

Poi c’è il discorso dell’ingerenza nella politica nelle vicende Rai, ma questa è una questione che meriterebbe un post a parte.

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