Lettera22punto0 – Blog di Loris Pironi

16 ottobre 2009

Libertà di stampa e limiti di responsabilità, scusate ma io sto con Napolitano

Giorgio Napolitano 2

Altro che le carnascialesche manifestazioni per la libertà di stampa. Malgrado qualche suo scivolone (vedi la firma sul lodo Alfano), ho sempre più stima, ogni giorno che passa, per il nostro Presidente Giorgio Napolitano. Che, in occasione della giornata mondiale dell’informazione ha invocato da una parte l’equilibrio da parte della politica nei confronti dell’informazione, e dall’altra ha sottolineato che i media devono ricordarsi che hanno dei “limiti di responsabilità”.

Ribadisco ancora una volta che, a mio parere, da addetto ai lavori, in Italia il vero problema non è la libertà di stampa, ma l’incontinenza della politica che ha impregnato le redazioni dei giornali, e il bipolarismo dell’informazione che impedisce di sfoderare ragionamenti a colori: solo bianco o solo nero.

Questo non vuole dire che fare il giornalista in Italia sia semplice e senza intoppi, ma le querele di Berlusconi a Repubblica mi fanno meno paura di quelle che arrivano alle redazioni dei giornali locali, più deboli e decisamente meno tutelati. E le minacce, quelle serie, che fanno rabbrividire (ma che puntualmente passano sotto silenzio), sono quelle che colpiscono non gli opinionisti ma i giornalisti che lottano sul campo, che parlano di mafia e di camorra. Quelli che non vanno a caccia di scoop rovistando nei cestini della carta straccia dei colleghi direttori di giornali, ma che mettono il naso nelle discariche controllate dalla malavita. Sono loro che andrebbero difesi a spada tratta, non (solo) i paperoni come Santoro.

Napolitano parla ancora di un discorso di tre anni fa in cui in occasioni analoghe a quella di oggi, espresse “il profondo convincimento circa il carattere discriminante che l’esistenza di una stampa e di una informazione pluralistiche e libere assume per distinguere la democrazia dal dispotismo. E nello stesso tempo volli sottolineare come nei sistemi democratici e costituzionali dell’Occidente occorra combinare più valori, più diritti degni di tutela, come sancito d’altronde nell’articolo 10 della Convenzione europea del 1948 sui diritti dell’uomo”.

Il nostro Presidente ha concluso dicendo che “si tratta di equilibri difficili e sempre oggetto di controversie, ma a cui non si può sostituire da parte del giornalismo la sottovalutazione di limiti e di responsabilità da riconoscere e da proiettare nel proprio modo di lavorare”.

Come non essere d’accordo?

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3 commenti »

  1. Il problema non sta nella libertà di stampa, ma in una classe giornalistica del tutto scarsa e mediocre. Questi forse sono i veri problemi: non c’è in Italia gente che vuole informare. Esistono persone (talvolta anche politicamente schierate) che vogliono fare giornalismo di un certo tipo. Sicuramente quello attuale è un clima incandescente, ma concordo con te nel dire che fanno più paura le minacce e le cause ai giornali locali che non a Repubblica. Tuttavia la posizione del Capo dello Stato non mi soddisfa eccessivamente: mi domando ancora oggi perché mai abbia ratificato la Legge Alfano senza proporre una ridiscussione!Questo non è un piccolo intoppo, ma a seguito del giudizio di palese incostituzionalità da parte della Corte, sarebbe stato corretto che Napolitano eccepisse qualcosa!

    Tommaso

    Commento di spazioalmaso — 16 ottobre 2009 @ 1:39 pm | Rispondi

    • In effetti più che informare sembra che si voglia formare. Formare un’opinione precostituita, che è più facile da masticare e può essere utilizzata per svolgere bene il dovere di lettori-elettori.
      E’ per questo che dico che sto con Napolitano, una persona corretta, equilibrata, che ha avuto una storia politica ben precisa ma che, a mio parere, oggi è nettamente uomo super partes.
      Per quel che riguarda il Lodo Alfano l’ho già detto che per me ha commesso un errore: avesse avuto il dubbio dell’incostituzionalità avrebbe dovuto rispedirlo indietro. Ma non l’ha fatto, e questo è un dato incontrovertibile. Poi avrei dei dubbi anche sulla decisione della consulta, ma se dobbiamo mettere in discussione anche i giudici (sono come l’arbitro nel calcio, se c’è è perché serve, con tutti i suoi limiti) allora è davvero finita.

      Commento di lettera22punto0 — 16 ottobre 2009 @ 5:37 pm | Rispondi

  2. Da parte mia massimo rispetto per le decisioni della Corte Costituzionale, solo che qualcuno dovrebbe spiegare perché al Governo sono state date risposte totalmente errata sulla possibilità di fare una legge di immunità delle alte cariche!

    Tommaso

    Commento di spazioalmaso — 16 ottobre 2009 @ 11:13 pm | Rispondi


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