Come i nostri lettori avranno incominciato ad apprezzare, l’autunno porta sempre qualche novità in casa Fixing. Da un mese a questa parte abbiamo iniziato l’avventura della Terza Pagina, di stampo classico, con interviste a personaggi di spicco e con un respiro ampio. Oggi siamo lieti di annunciare un’altra ghiotta novità: per la prima volta sulle nostre pagine appare infatti un romanzo, a puntate.
S’intitola “Giovanni Meneghetti detto Gionson”, è l’opera prima (nonché ultima, e magari giunti alla fine vi dispiacerà un po’ per questa scelta), di Alessandro Carli, da anni una delle firme di Fixing. Per cominciare abbiamo scelto di giocare in casa, su un terreno sicuro, affidandoci a forze fresche e alla passione che ci accompagna in ogni spigolo (anche quelli più nascosti) del mestiere della scrittura.
Nelle prossime settimane il “Gionson” accompagnerà i lettori di Fixing (anche on line) in un percorso che sono sicuri vi lascerà qualcosa.
Poi, come Fixing, siamo pronti ad ospitare opere di altri scrittori o aspiranti tali. La nostra terza pagina non aspetta altro che storie che meritano di essere raccontate. Fatevi avanti. (continua…)

Segnatevi questo romanzo: “Il paese delle prugne verdi”. È stato pubblicato qualche anno fa da un piccolo editore di Rovereto, Keller. Se per caso riuscite a trovarlo, vi ritroverete nelle mani probabilmente (non lo posso assicurare, io non l’ho letto) un piccolo gioiello: una delle poche opere del nuovo Premio Nobel per la Letteratura. Questa mattina a Stoccolma è stato infatti annunciato che l’atteso riconoscimento per il 2009 è andato a Herta Mueller, scrittrice e poetessa tedesca, ma di origine romena, nata nel 1953 a Nitzkydorf nel Banato Svevo. La cronaca la colloca nel novero degli scrittori e poeti rumeni in opposizione culturale al regime di Ceausescu. E infatti quello che è il suo libro più celebre, tra quelli tradotti in italiano, è proprio “Il macello di Ceausescu”. Sempre dalle cronache scopriamo che ha pubblicato il suo primo libro nel 1982 a Bucarest (“Niederungen”) e gli altri dopo aver varcato il confine della Germania, nel 1987. Tra gli argomenti trattati spicca l’arretratezza dell’ambiente in cui è cresciuta e la situazione romena, con un accento particolare posto sulla condizione della donna in questa società. Come l’anno passato, e come in tante altre circostanze, i pronostici dei bookmaker sono andati a farsi benedire: niente da fare per i principali favoriti della vigilia, l’israeliano Amos Oz, l’algerina Assia Djebar, ma anche Luis Goytisola, Joyce Carol Oates, Philip Roth, Adonis e gli italiani Antonio Tabucchi e Claudio Magris. Quest’anno, in profonda rottura con il passato, a Stoccolma va di moda il rosa: dei dieci premiati con il Nobel (tre per la medicina, tre per la chimica, tre per la fisica, più quello per la letteratura) ci sono ben quattro donne.
Purché sia carta stampata, per me ha un fascino unico. E allora un breve tuffo nel mondo della letteratura, perché domani mattina a Stoccolma sarà annunciato il vincitore del Nobel 2009. Premetto che non ho letto nulla dei due candidati che alla vigilia sono tra quelli che si dividono le maggiori quotazioni da parte degli onnipresenti bookmaker, ovvero l’israeliano Amos Oz e l’algerina Assia Djebar, pseudonimo “forzato” di Fatima-Zohra Imalayen. Sicuramente faccio il tifo per i due italiani che potrebbero avere qualche possibilità, Claudio Magris e Antonio Tabucchi. Nella lista dei candidati spicca anche un nome illustre, quello di Bob Dylan, con le sue ballate immortali.