Questa sera (22 febbraio 2012) a teatro, a San Marino, Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare, una versione che si suppone particolare, comica, come la vedeva lo stesso Bardo (e come non si vede mai o quasi), per la regia di Gioele Dix e, nel cast, i comici di Zelig. Io sarò là, assieme a Simona B. Lenic e ai ragazzi della redazione di Flying.
All’interno, intanto, l’intervista a Gioele Dix, realizzata da Alessandro Carli e pubblicata sul sito del mio giornale, www.sanmarinofixing.com.
Buona lettura!
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Quando accade la mezza estate?
“Nella tradizione, a metà maggio. Era una festa orgiastica, carnevalesca, legata al mito dei popoli celtici. Si andava nel bosco e si assumevano sostanze particolari. Da un punto di vista filologico, sarebbe a maggio. Per noi invece è in estate. Noi poi abbiamo debuttato in luglio al teatro romano di Verona. E’ uno dei tanti misteri legati al Bardo… tanti davvero: dalla ricostruzione di chi fosse davvero Shakespeare – uno solo o un gruppo di persone – sino alla veridicità dei tuoi scritti. Shakespeare fa una serie di mix interessanti, nel ‘Sogno di una notte di mezza estate’: c’è l’antica Grecia ed Atene, un gruppo di suore – un elemento anacronistico – e sceglie una festa tipicamente medievale. Un gioco di fantasia”.
Dove avete ambientato la pièce?
“In una specie di periferia post industriale contemporanea. Qui si incontra un locale che si chiama ‘Dream’. E’ bello trovare un teatro fuori dal tempo”.
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